Prologo Il salone di don Nonò di Andrea Camilleri
Don Nonò era il barbiere della nostra famiglia, nel senso che tutti i miei famigliari maschi (nonno, gli zii, mio padre) si facevano servire nel suo salone che si trovava situato in una delle due strade che portavano a casa nostra. Era perciò comodo, quando ce n’era bisogno, rincasando, fermarsi dieci minuti nel salone per farsi dare una spuntatina ai capelli. I miei amici, una volta giunti attorno ai sedici anni, mettevano i pantaloni lunghi e ogni mattina ansiosamente si controllavano allo specchio per vedere se nottetempo era capitato il miracolo della barba. E con quanto orgoglio i più precoci potevano fi nalmente proclamare ai compagni invidiosi: “La varba mi spuntò! Dal varberi andai!” Io no, io dirazzavo. Ho sempre, nella mia vita, cercato di evitare i saloni dei barbieri.